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Il levriero, ovvero: bellezza e perfezione. Qualche millennio fa, partendo dal deserto arabo, si è sparso per il mondo differenziandosi in varie razze e assumendo caratteristiche diverse, ma dovunque, il longilineo «figlio del vento» ha mantenuto inalterato il suo perfetto congegno corporeo. Se la sua fedeltà e il suo coraggio sono senza limiti, se la sua attitudine alla caccia è indiscutibile, il suo affetto nei confronti dell’uomo sembra controllato da un aristocratico riserbo. È forse per questo che il levriero non è, e non sarà mai, un «cane per tutti».
L’autorePiero Renai della Rena è allevatore e Giudice Internazionale di Razza. Collabora con la rivista «Cani». Per l’Editoriale Olimpia ha pubblicato Samoyedo, Huski e i cani del Grande Nord, I cani di piccola taglia, Il rottweiler, L’alano. Vive e lavora a Firenze.