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Si può dire che lo spinone sia un «cane poeta», una sorta di artista da strada, con nello sguardo un qualcosa di profondo e di malinconico. Non c’è cosa più bella, per un cinofilo o per un cacciatore, che parlare con il proprio cane attraverso lo sguardo e capire così i suoi stati d’animo. È stato detto più volte che c’è solo un cane che ha sguardo umano. Ed è lo spinone.
L’autoreMassimo Scheggi è professore di Storia e Filosofia. Cacciatore e appassionato naturalista, presidente della Sezione Provinciale Federcaccia di Firenze, ha scritto vari libri ed enciclopedie di carattere venatorio e cinotecnico. Collabora come pubblicista con le riviste «Diana» e «Cani», delle quali è membro del Comitato di direzione e tecnico. Per l’Editoriale Olimpia ha pubblicato Il bracco italiano a caccia e alle prove, Caccia alla lepre, Caccia al fagiano, Caccia alle starne, L’épagneul breton. Vive e lavora a Firenze.